Agevolazioni fiscali per le schede carburante se rispettati i requisiti di forma e contenuto


In tema di imposte dirette ed IVA, la possibilità di detrarre dall’imposta dovuta quella assolta per l’acquisto di carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l’esercizio dell’impresa, è subordinata al fatto che le cosiddette “schede carburanti” rispettino i requisiti di forma e di contenuto richiesti dalla legge (Corte di cassazione – ordinanza 21 ottobre 2021, n. 29416).

A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione, intervenuta sulle condizioni necessarie per poter portare in detrazione i costi delle schede carburante utilizzate nell’attività di’impresa.


A riguardo, i giudici della Corte hanno già avuto modo di chiarire che in tema di imposte dirette ed IVA, la possibilità di detrarre dall’imposta dovuta quella assolta per l’acquisto di carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l’esercizio dell’impresa, è subordinata al fatto che le schede carburanti, che l’addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, rispettino i requisiti di forma e di contenuto richiesti dalla legge e, quindi, siano redatte in conformità al modello allegato al D.P.R. n. 444/1997, compresa l’indicazione chilometrica, necessaria a fini antielusivi, non surrogabile da altri documenti.


Ai fini del diritto alla deduzione di costi inerenti e della detrazione Iva è necessaria la regolare tenuta delle scritture contabili e delle fatture che, ai fini dell’Iva, sono idonee a rappresentare il costo dell’impresa e che devono contenere oggetto e corrispettivo di ogni operazione commerciale, sicché, in caso di operazioni ritenute dall’Amministrazione inesistenti, spetta a quest’ultima l’onere di dimostrare, attraverso la prova logica (o indiretta) o storica (o diretta) e anche con indizi integranti presunzione semplice, la fittizietà dell’operazione e non al contribuente la sua effettività, essendo questi chiamato a fornire la prova contraria soltanto quando sia assolto l’onere probatorio gravante sulla prima.